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All'Acquario Civico dal 1° al 22 febbraio 2011 |
| Immergersi nelle acque di un barriera corallina è un’esperienza straordinaria, capace di offrire le più intense emozioni. Il reef è un ecosistema senza pari e pieno di meraviglie, capace di affascinare ancora il più esperto degli appassionati. Saperne di più, conoscere ciò che ci circonda, senza fermarsi alla sola magia che suscitano forme e colori, rappresenta un’occasione rara e utile. |
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L’Acquario Civico di Milano e Verdeacqua, con il supporto scientifico dell'Istituto per gli Studi sul Mare, propongono un nuovo Corso Monografico dedicato ai pesci delle formazioni madreporiche tropicali. Il corso si svolgerà dal 1° al 22 febbraio 2010 con 4 incontri serali presso le aule didattiche dell'Acquario Civico e 1 uscita integrativa al Museo dei fossili e al giacimento fossilifero di Bolca (VR). |
| Gli incontri saranno tenuti dall’affermato giornalista e biologo marino Massimo Boyer. |
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PROGRAMMA DEL CORSO |
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1°LEZIONE |
2° LEZIONE |
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3° LEZIONE |
4° LEZIONE |
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USCITA INTEGRATIVA |
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Termine per le adesioni: venerdì 28 gennaio 2011 |
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La quota per la partecipazione al modulo base è di 90,00 euro, per gli studenti 65,00 euro. |
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LE ISCRIZIONI SONO CHIUSE |
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Whale Shark Expedition 2011 - crociera in Gibuti dal 22 al 30 gennaio 2011 |
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Come quasi tutte le volte, è un segnale, un episodio a far partire il ricordo. E questa volta l’epiosdio è l’Eudi; la giornata è stata lunga, un pò pesante ma soddisfacente; mi trovo con i membri di SpotProject a raccontare come è andata la recente spedizione a Djibouti e mi accorgo che più racconto e più riaffiorano i ricordi e le emozioni... |
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| Ricordi di Djibouti, di quella terra ricca di energia e di magia che già un anno prima mi aveva regalato grandi emozioni, e che questa volta non è stata certo da meno. Ricordo con piacere come questo viaggio sia iniziato in ufficio con Massimo (Compagnia del Mar Rosso, SpotProject, Amico) e con Danilo, padre di un bimbo bellissimo e padre della Whale Shark Expedition che anche questa volta rinnova e conferma in noi fiducia e stima per il lavoro fatto. E già da questo primo ricordo mi accorgo che la parola chiave di questo viaggio è l’imprevisto. Il primo piacevole imprevisto è stato scoprire già diversi mesi fa come i dati raccolti nella precedente spedizione ci abbian dato risultati entusiasmanti relativi ai primi riavvistamenti dal 2005 e dal 2007; preludio questo di una serie di imprevisti bizzarri e piacevoli che hanno accompagnato il nostro viaggio e i nostri viaggiatori. Viaggiatori che anche questa volta, insieme agli squali balena, sono stati il valore aggiunto; attenti, curiosi, molto diversi tra di loro, simpatici e ciarloni quel tanto che basta da dare vivacità alla barca. |
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| Giusto il tempo di scendere dall’aereo, ambientarsi in barca e sperare che un paio di valigie assenti all’arrivo ci raggiungano quanto prima, e ci accorgiamo del primo imprevisto: il vento. Costante, orientale, a volte teso, a volte un pò distratto ma sempre presente, ha caratterizzato tutta la settimana, la spedizione e il nostro vagabondare in cerca di vagabondi del mare. L’attrezzatura è montata, le prime chiacchiere esplicative ed introduttive son fatte, ed ecco che arriva un altro imprevisto: le nuvole. Arrivano cavalcando il vento, a volte sparute e a volte compatte, di sicuro in grado di placare quel sole prezioso che rendeva facile l’individuazione dei nostri vagabondi. Il risultato della prima battuta di caccia fotografica inizia a dare corpo alla parola imprevisto, giriamo in giro per Arta Bay in cerca di pinne, di ombre, di un indizio che ci spinga a buttarci in acqua, ma questo tarda ad arrivare. Il vento teso, il cielo coperto e un pò di onda mi fanno temere che l’incanto dell’anno scorso si sia spezzato, che i nostri amati squali si siano già inabissati negli oceani e nel mistero di cui da sempre sono avvolti. Ma per fortuna dopo un pò di attesa ecco la prima ombra seguita subito dal primo tuffo, e da un altro imprevisto: l’acqua. L’acqua è un pò meno torbida di quel che ricordavo, meno sagitte che balzano davanti agli occhi come minuscole punte di lancia sfuocate. Questa sensazione perde subito consistenza non appena l’ombra vista in superficie si trasforma in un bellissimo esemplare di squalo balena che pressoché incurante della nostra presenza continua per la sua strada, imperturbabile si fa seguire fino a che non siamo noi a cedere il passo, e di nuovo diventa ombra che si dissolve nel verdeblu del mare di Djibouti. Quelli che ai miei occhi sembrano imprevisti danno comunque gran gioia e grande emozione ai miei corsisti, che galvanizzati ritornano in barca pronti per i primi approfondimenti. Ripensando, riguardando le immagini e ragionandoci sopra mi resta però un dubbio, una sensazione strana. Sensazione che in un lampo si concretizza nell’ennesimo imprevisto mentre son li che fisso la superficie del mare: gli spiriti di Djibouti. I granchi planctofagi, nei miei ricordi onnipresenti e indaffarati a mangiare plancton fino a diventare quasi invadenti, sono adesso meno abbondanti, sempre presenti a qualsiasi ora, ma meno abbondanti di come li ricordassi. Un paio di giorni di osservazioni bellissime ma più fugaci dello scorso anno, più di rincorsa che di ammirazione mi danno la conferma che qualcosa è cambiato, non certo nella magia o nel fascino di quel luogo e di quegli incontri, qualcosa è cambiato solo nelle condizioni meteo. E’ ipotizzabile che il vento costante da est abbia influenzato il gioco di correnti superficiali, diluendo la concentrazione di plancton in acqua e incentivando i giovani squali balena ad essere più girovaghi, più cercatori e meno incentivati ad alimentarsi. |
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Giusto il tempo di metabolizzare la nuova situazione che ecco un altro imprevisto: un pomeriggio di euforia. Euforico è infatti lo stato in cui ci troviamo quando a due giorni dopo, girando in giro per Billal bay in un pomeriggio assolato e con vento debole, ritrovo tutte le condizione che ricordavo; una bava di vento, onda appena accennata, tanto sole che evidenzia un mare di ombre in mare. Ombre che diventano squali balena lentissimi, tranquilli, occupatissimi a mangiare molto più che a vagabondare, squali che arrivano da ogni direzione incrociandosi, giocando a scomparire e ricomparire dal verdeblu di quelle acque che ritrovo ricchissime di plancton, acque in cui i granchi planctofagi, gli spiriti di Djibouti sono presentissimi e ci annunciano che quello è il momento della fascinazione, della meraviglia, dell’euforia che quasi ci stordisce quando il verdeblu di quell’acqua si riempie di fischi acutissimi, e di delfini che iniziano a zigzagare tra gli squali, e che portano me Massimo in uno stato di grazia totale. Ecco il Djibouti che ricordavo, ecco quello che volevo mostrare ai miei corsisti, ecco quello che sicuro si porteranno in un angolo di cuore per tanto tanto tempo. Con fatica, ordine e razionalità quel pomeriggio di poesia si trasforma in un alto numero di schede di identificazione compilate. Il lavoro procede bene, siamo in linea con il lavoro svolto la scorsa edizione, e come la scorsa edizione arriva l’ultima sera di corso, fra due giorni la prua punterà di nuovo verso terra, e giusto per tornare a casa colmi di mozioni e ricordi andremo a visitare il lago Assal, ma mentre stiamo pianificando tutto questo a cena, ecco che dalle acque scure della notte due esemplari vengono a trovarci sotto la barca, attirati dalla contrazione di plancton attirato dalle luci della barca... eccoli le loro sagome prender forma dal buio che li avvolge. Poco più di un attimo è il tempo che ci vuole perchè io, Max il cineoperatore e Marco ci si butti in acqua... in quel silenzio interrotto solo dai sussulti di gioia dei nostri compagni rimasti a bordo, queste due presenze eteree ci portano in una dimensione non umana, scollegata dal tempo dove gli occhi sono collegati al cuore. Usciamo dall’acqua dopo una sera che sicuro mai dimenticheremo, forse con la cena sullo stomaco, ma sicuro la gioia negli occhi che fino all’ultimo han visto l’eleganza di quelle creature sfumare nella notte. Finisce anche questa esperienza, con l’ultimo orizzonte del lago Assal negli occhi accecati dai riflessi bianchi del sale, occhi che salutano il Boreas, Maurizio il capitano e l’equipaggio magnifico, si portano verso l’aeroporto. Sicuri che quando il bianco del sale non ci sarà più gli occhi potranno aprirsi all’aria fredda dell’inverno italiano, conservando però ancora a lungo il ricordo dei quelle creature magnifiche che dolci vagabondano per il verdeblu delle acque di Djibouti. |
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| Guarda il programma della spedizione |
Testi e foto di Emilio Mancuso |
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Crociera in Gibuti dal 22 al 30 gennaio 2011 |
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L’Istituto per gli Studi sul Mare e la Compagnia del Mar Rosso propongono una crociera scientifica volta alla scoperta del Gibuti e di una delle più affascinanti creature del mare: lo Squalo Balena. |
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Tutto questo naturalmente in pieno relax e con l’aiuto e la guida dei nostri esperti, ben lieti di rispondere a tutte le domande e le curiosità che nascono dal viaggio, dalla navigazione e dalla scoperta. |
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PROGRAMMA |
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Collocata all’imboccatura del Mar Rosso, Gibuti risente dell’influenza delle acque dell’Oceano Indiano che vanno a mescolarsi con quelle del Mar Rosso; in virtù di questo fenomeno e delle acque incredibilmente ricche di plancton abbiamo la presenza quasi stagionale, da novembre a febbraio, di un consistente gruppo di squali balena che si radunano all’interno del Golfo del Ghoubbet, poche miglia a nord di Gibuti. Ulteriore fascino alla spedizione sarà dato dalla visita al Lago Assal, vasto lago circondato da vulcani inattivi, dotato di grande impatto visivo ed emotivo, che con la sua "altitudine" di 150 metri sotto il livello del mare rappresenta il punto più basso del continente africano. |
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TERMINE PER LE ADESIONI: VENERDI' 10 DICEMBRE 2010 |
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Numero massimo di partecipanti: 16 persone La quota comprende: |
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E' possibile effettuare l'iscrizione direttamente in sede con preavviso telefonico allo 02.80.44.87 o inviandoci una mail specificando nell'oggetto "Iscrizione Orizzonti blu Gibuti" |
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LE ISCRIZIONI SONO CHIUSE |
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All'Acquario Civico dal 12 gennaio al 23 febbraio 2011 |
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| L'Acquario Civico di Milano e Verdeacqua, con il supporto scientifico dell'Istituto per gli Studi sul Mare, organizzano un nuovo Corso di Biologia Marina Tropicale, dedicato come sempre a chi ha curiosità e passione per il mare, e che questa volta vuole parlarne in lingua inglese! Il Corso si svolgerà da mercoledì 12 gennaio a mercoledì 23 febbraio con 7 incontri serali presso le aule didattiche dell’Acquario Civico di Milano. |
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The purpose of this course is ti get a better understanding of the tropical reef environment in depth as well as to provide some tools for a dive master or instructor to help the dive guests students to approciate and protect the local reef environment. |
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PROGRAMM |
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SESSION 1 SESSION 2 SESSION 3 SESSION 4 |
SESSION 5 SESSION 6 SESSION 7 |
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Registration's Deadline: friday 07 January 2011 |
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Partecipation fee: 150,00 euro; 120,00 euro for students. |
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REGISTRATION CLOSED |
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All'Acquario Civico dal 12 gennaio al 23 febbraio 2011 |
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| L'Acquario Civico di Milano e Verdeacqua, con il supporto scientifico dell'Istituto per gli Studi sul Mare, organizzano un nuovo Corso di Biologia Marina Tropicale, dedicato come sempre a chi ha curiosità e passione per il mare, e che questa volta vuole parlarne in lingua inglese! Il Corso si svolgerà da mercoledì 12 gennaio a mercoledì 23 febbraio con 7 incontri serali presso le aule didattiche dell’Acquario Civico di Milano. |
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The purpose of this course is ti get a better understanding of the tropical reef environment in depth as well as to provide some tools for a dive master or instructor to help the dive guests students to approciate and protect the local reef environment. |
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PROGRAMM |
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SESSION 1 SESSION 2 SESSION 3 SESSION 4 |
SESSION 5 SESSION 6 SESSION 7 |
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Registration's Deadline: friday 07 January 2011 |
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Partecipation fee: 150,00 euro; 120,00 euro for students. |
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REGISTRATION CLOSED |


































